Si riparte (II)

(segue dal post precedente)

Il 2013 non è stato un anno fortunato per i software freeware dedicati alla progettazione. Sono state rilasciate le nuove release di DoubleCAD XT e di SketchUp ma chi si aspettava un miglioramento dei programmi è rimasto deluso.

dcad_xt_3pac_rtx200La nuova versione di DoubleCAD XT – la v5 che segue la v3.1 del 2011 – non ha aggiunto particolari implementazioni al programma se non una nuova veste grafica dell’interfaccia (che, a mio avviso, rende più difficile la leggibilità delle icone). Dal punto di vista operativo emergono, invece, diverse incomprensibili carenze che rendono la nuova versione meno efficiente e meno stabile della precedente.

La rimozione di tools molto utili come il comando Join Polyline oppure l’opzione Round Corner, resa obbligatoria per il comando Offset, in un primo momento, ci ha portato considerare tali “dimenticanze” semplici errori, sviste normali in un processo di sviluppo software. Il fatto che la guida ufficiale presentasse ancora le opzioni soppresse (vedi http://goo.gl/f34h6A e http://goo.gl/PSQZjm) e che gli stessi sviluppatori, interrogati sul forum, avessero riconosciuto come bug questi difetti ci ha quindi indotto a pensare che presto sarebbe stata rilasciata una versione v5.1 aggiornata e corretta.

Tuttavia, quando abbiamo contattato il servizio assistenza della IMSI Design per chiedere informazioni a riguardo la risposta è stata di segno opposto: le opzioni mancanti non sono bug ma strumenti definitivamente rimossi dalla nuova versione.

A completamento dell’analisi della nuova release va segnalata una certa instabilità nel mantenimento delle impostazioni degli stili di quota e di stampa.

L’impressione che ne scaturisce è quella di una generale regressione del software che non può non lasciare perplessi sul futuro del suo sviluppo. E poiché DoubleCAD XT salva i disegni in un proprio formato proprietario, il 2CD, è fondamentale per il professionista che si affida a questo strumento sapere se tra qualche anno potrà ancora accedere facilmente al proprio archivio di file (naturalmente è possibile salvare in DXF ma, in questo caso, tutte le unità saranno convertite in pollici facendo saltare i rapporti delle quote e dello spazio carta).

Ovviamente, se il codice sorgente del programma fosse stato accessibile, questi problemi sarebbero stati facilmente risolvibili, magari sfruttando la collaborazione di utenti esterni (come avviene normalmente nello sviluppo dei software open source). Inoltre, il rilascio dei sorgenti con licenza permissiva, avrebbe reso possibile per chiunque decidere quale versione del software scaricare mentre, attualmente, l’unica versione di DoubleCAD XT disponibile in rete è l’ultima.

sketchupLogoA maggio è stata rilasciata anche la nuova versione di SketchUp chiamata Make. Anche in questo caso, sebbene fossero passati ormai 3 anni dalla versione precedente, non si registrano particolari implementazioni del software, nuovi tools o migliori performance… L‘unica modifica di rilievo, a parte il ridisegno delle icone delle toolbar, è invece quella relativa alla licenza d’uso che vieta l’uso del programma in ambito commerciale. Abbiamo già discusso la questione in un recente post e rimandiamo ad esso per maggiori dettagli.

In linea con la nuova politica della Trimble, più restrittiva e meno aperta, rientra anche la decisione di creare un nuovo sito, direttamente collegato al software dal menù Window, dedicato alla raccolta dei plugin realizzati dagli utenti: la Extension Warehouse.

extensionWarehouse

Il nuovo sito si presenta come una vetrina di plugin, esposti ordinatamente e pronti per essere scaricati, per il resto, la EW non aggiunge nulla rispetto a quanto già disponibile in rete: finora, infatti, l’esigenza di arricchire SketchUp attraverso ruby script ha sempre avuto uno sbocco libero e aperto all’interno di siti differenti attorno a cui si sono raccolte grosse comunità di utenti – tra questi ricordiamo il forum di Sketchucation.com, principale riferimento per la comunità degli utenti di SU, o il sito del centro di ricerca della Scuola Nazionale di Architettura di Nancy, o il blog personale di un prolifico sviluppatore di plugin, o ancora, un sito espressamente dedicato alla vendita delle applicazioni per SU. Fino ad adesso la produzione dei plugin per SU è stata indubbiamente uno spazio di libertà importante per gli utenti, un ecosistema vivace, prolifico e perfettamente funzionante in cui tutti potevano partecipare, collaborare allo sviluppo dei programmi testando gli script, confrontarsi, scambiarsi idee e proporre nuovi strumenti, e magari fare qualche soldo offrendo il frutto del proprio lavoro (ogni programmatore decide liberamente quale licenza usare per il rilascio dei propri plugin).

Perché è nata allora la EW? A quale esigenza risponde la creazione di un repository ufficiale Trimble branded dedicato alle estensioni per SU? La risposta dovrebbe stare nella garanzia di un archivio ufficiale dove poter scaricare applicazioni testate e quindi sicure. Applicazioni ordinate, facilmente individuabili e che rispettano gli standard di qualità definiti dalla Trimble.

Senza entrare nel merito della falsa questione della sicurezza – in diversi anni di utilizzo e qualche centinaio di ore di insegnamento di SU non ho mai incontrato problemi relativi ai plugin che hanno, nella stessa comunità che li genera, il più efficace sistema di controllo – credo opportuno far notare che l’utilizzo del nuovo repository è regolato da stringenti termini di servizio che limitano profondamente le libertà dell’utente e cancellano, del tutto, quell’aspetto partecipativo che contraddistingue siti come SketchUcation.com. I plugin, linee di codice e di conoscenza, che finora sono stati il frutto condiviso di uno sforzo collettivo risultano, adesso, esposti come merce in vetrina da consumare sul modello App Store. Proprio come iTunes per Apple, la Extention Warehouse pone Trimble in una posizione in cui pur essendo un semplice distributore (e non il titolare della proprietà intellettuale dei plugin) può porre il proprio controllo sul lavoro degli sviluppatori, sull’uso che gli utenti fanno delle applicazioni, sulle informazioni personali degli utenti raccolte attraverso gli account Google obbligatori per la registrazione su EW.

Rimanendo dalle parti di Cupertino bisogna anche ricordare la chiusura da parte di Google dell’esperienza di produzione dal basso di modelli 3d per Google Earth: è stata infatti rimossa l’applicazione Building Maker mentre si è definitivamente interrotta la pipeline di produzione SketchUp3dWareHouseGoogle Earth che ha consentito a chiunque di partecipare alla mappatura globale degli edifici della terra attraverso la loro modellazione tridimensionale e la loro geo-localizzazione su Earth.

kerkytheaLogoPer concludere questa desolante panoramica sui freeware per il disegno e la progettazione ci sembra utile ricordare l’imbarazzante vicenda di Kerkythea che, per un attacco telematico ha visto il proprio server chiuso per oltre tre mesi rendendo impossibile a moltissimi utenti l’accesso al software, al plugin di interfaccia con SketchUp, alla libreria dei materiali. Fortunatamente in questo caso la licenza permetteva la ridistribuzione, purché non massiva, del software. In questo modo abbiamo potuto fornire i link per il download ai numerosi utenti che ci hanno fatto richiesta.

Allora? Cosa fare?

L’intento del progetto SoftLibArch è sempre stato quello di diffondere tra i professionisti la cultura del software libero e con esso il modello di sviluppo alternativo, aperto, partecipato, condiviso, che esso rappresenta. Tre anni fa, tuttavia, quando nacque il progetto, l’assenza di un software CAD in ambito open source che rispondesse alle esigenze del professionista e permettesse piena compatibilità con i file già prodotti ci ha obbligati a trovare una soluzione che consentisse al professionista almeno di poter lavorare in piena legalità, senza programmi pirata, e senza investire forti somme nell’aggiornamento dei software. L’uso combinato di DoubleCAD XT e SketchUp appariva allora un’alternativa perfetta ad AutoCAD coprendo sia il disegno bidimensionale che la modellazione 3D (Kerkythea arrivò successivamente in risposta alla crescente domanda degli utenti di un programma facile da usare per renderizzare i modelli di SketchUp).

Dopo tre anni le cose sono cambiate: a fronte della sempre minore affidabilità offerta dalle soluzioni proprietarie il panorama degli strumenti open source è cresciuto fortemente. Mentre lo sviluppo di Blender prosegue ad una velocità impressionante (una nuova release ogni 2-3 mesi, continui aggiornamenti settimanali) ampliando il proprio campo d’azione e le proprie direzioni (ad esempio l’approdo nel campo della stampa 3D ha portato una maggiore attenzione al disegno di precisione) altri software CAD stanno acquistando maggiore solidità e potenza: mi riferisco, in particolare a QCAD e FreeCAD.

qcad_iconIl primo è un CAD 2D che ha visto negli ultimi mesi una grande accelerazione nello sviluppo. Da giugno di quest’anno tutte le nuove versioni sono rilasciate sotto licenza GPLv3 (prima di allora la versione open source era disponibile solo attraverso il codice sorgente da compilare). Torneremo a parlare più diffusamente di questo programma perché merita una trattazione dedicata ma possiamo già dire che si tratta di uno strumento estremamente semplice, essenziale, pienamente soddisfacente (anche per il professionista).

freecadAnche FreeCAD, CAD parametrico open source, è cresciuto molto nell’ultimo anno anche se al momento non è ancora sufficientemente stabile per poterlo inserire nel flusso di produzione. Tuttavia è indubbiamente un programma dalle ottime potenzialità e con buone prospettive. Da seguire attentamente.

La risposta alla domanda “che fare?” risulta allora ovvia: è arrivato il momento di far ripartire il progetto Software libero per l’architettura senza la zavorra di programmi proprietari, troppo vincolati da logiche commerciali poco coerenti con le necessità degli utenti. Solo software libero. Adesso si può.

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